Mucho Mas!

Ai confini della fotografia, sulla soglia di una rivoluzione collocabile nelle profondità non verbali. Intervista ai fondatori di Mucho Mas!

a cura di Carlo Corona

Luca Vianello e Silvia Mangosio, fondatori di Mucho Mas!, raccontano le visioni, le idee e le convinzioni che caratterizzano il loro artist-run space a Torino.

Fondatori Silvia Mangosio e Luca Vianello, 2018,
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/ Luca Vianello e Silvia Mangosio

Carlo Corona: Quali ragioni vi hanno spinto a inaugurare un project space? Come è nato lo spazio? 

Luca e Silvia: Mucho Mas! ha aperto nel 2018 con l’intenzione di incentrare la propria ricerca sulla metodologia di applicazione della fotografia nell’arte contemporanea, senza porsi limiti di confini ed età. Volevamo uno spazio dove poter lavorare ai nostri progetti e, allo stesso tempo, poter esporre i lavori di artisti che riteniamo interessanti da proporre alla nostra città.

CC: Quale insieme di visioni, idee e convinzioni lo caratterizzano? 

L.S.: Ci interessano la sperimentazione e tutte le pratiche che sono fortemente rivolte al contemporaneo. Indaghiamo tutto quello che ha un carattere trasformativo. Cerchiamo di mantenerci il più possibile indipendenti, in modo da non dover fare troppi compromessi.

CC: In che modo l’opera e il contesto entrano in relazione? 

L.S.: Le opere dialogano con lo spazio attraverso la nostra curatela, spesso produciamo opere sitespecific e lavoriamo con gli artisti per valorizzare il più possibile le opere all’interno del nostro spazio. Per quel che riguarda il pubblico, siamo inseriti in un circuito di appassionati, addetti ai lavori, ma siamo anche molto in contatto con il quartiere, che è molto vivo dal punto di vista culturale.

CC: Come vengono selezionati gli artisti invitati a esporre? In che modo la vostra formazione influenza il programma espositivo? Ci sono dei punti di riferimento particolari? 

L.S.: Gli artisti vengono selezionati e contattati da noi attraverso un attento processo di scouting, ed è importante che siano in linea con la nostra ricerca. 

Quindi i nostri gusti, gli interessi e la nostra formazione nell’ambito influenzano molto la nostra scelta.

CC: Nella scelta degli artisti seguite un discorso generazionale o approfondite uno o più specifici linguaggi artistici? Quali tipologie di mostre ha ospitato il progetto finora? 

L.S.: Cerchiamo di prediligere il dialogo con i giovani, ma abbiamo esposto anche autori meno giovani con una forte ricerca sperimentale. Siamo sicuramente più focalizzati sul progetto che non sull’età dell’autore. 

Al momento abbiamo ospitato mostre che andavano dalla fotografia contemporanea all’installazione site-specific.

Installation view “Incanto e paranoia (Tra due istanti)” di Sc_Nc, dettaglio della mostra collettiva “Brodo” presso Mucho Mas! Artist-run space, 2020.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/ Luca Vianello e Silvia Mangosio
“Senza titolo” dalla serie Polyptych, della mostra collettiva “Dalle soglie del sonno alle prime luci diurne” di Luca Baioni e Jonny Briggs presso Mucho Mas! Artist-run space in collaborazione con N-Contemporary, 2019.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/Luca Vianello e Silvia Mangosio
Luca Baioni, Untitled 1 e 2 dalla serie “Study for the female body III”, stampa fine art, 60×40, dettaglio della mostra collettiva “Brodo” presso Mucho Mas! Artist-run space, 2020.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/ Luca Vianello e Silvia Mangosio

CC: Come leggete il fenomeno dell’apertura di spazi gestiti da artisti che si sta diffondendo negli ultimi anni in Italia e che ciclicamente appare nella storia dell’arte del secondo Novecento? Quali potrebbero essere secondo voi i motivi? 

L.S.: Secondo noi è un segno positivo di vivacità culturale, ma anche un segnale importante di come il sistema dell’arte contemporanea, delle gallerie nello specifico, non sia più attuale e non risponda alle necessità degli artisti. Vedo in questa tendenza molta gioia e voglia di fare, ma anche frustrazione verso un sistema rigido e poco funzionale alle dinamiche reali dell’arte.

CC: Cosa vuol dire per voi essere uno spazio indipendente? Quale ruolo ricopre nello scenario artistico? 

L.S.: Per noi significa essere leggermente fuori dalle dinamiche del “mercato dell’arte” e quindi avere la possibilità di esporre autori e progetti realmente sperimentali, che non si vedrebbero altrimenti nelle gallerie più istituzionali.

CC: Quali sono i prossimi progetti in programma? 

L.S.: Nel 2022 sono in programma le mostre di Angelo Vignali, Alice Faloretti curata da Elena Bray e Eva Kreuger in collaborazione con Giangavino Pazzola. La mostra di Vignali, “How to Raise a Hand” inaugurerà il 31 marzo e sarà accompagnata dall’uscita del libro fotografico omonimo edito da Witty Books. In parallelo, cureremo una mostra di Luca Baioni all’interno dello spazio espositivo dell’Artiglieria a Torino. Anche di Luca Baioni uscirà presto un nuovo libro fotografico edito da DITO publishing, che verrà presentato sia a Torino che a Roma.

CC: Qual è secondo voi il futuro degli artist-run spaces? 

L.S.: Sinceramente non riusciamo a fare una previsione: molto dipenderà anche dalle politiche economiche che verranno messe in atto in futuro.

CC: Come vedete le realtà più fresche e significative del panorama italiano? Che opinione avete in merito ai passi che stanno compiendo i giovani artisti italiani, senza ricorrere a una schematizzazione? 
L.S.: In linea di massima, ci sembrano tutti passi molto positivi e significativi.

“How to Raise a Hand” di Angelo Vignali, installation view, Courtesy Mucho Mas! Artist-run Space, © Mucho Mas!/Luca Vianello e Silvia Mangosio
Installation view “Sincerità della Materia / Honesty of Matter” di Caterina Morigi presso Villa della Regina, Torino. 2019/2020.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space e MIBACT-PM-PIE.
© Mucho Mas!/Silvia Mangosio e Nicola Morittu
Installation view “Anche queste fidate cose ti saranno in eterno ignote” di Achille Filipponi presso Mucho Mas! Artist-run space. 2018.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/ Luca Vianello e Silvia Mangosio
Dettaglio “Anche queste cose ti saranno in eterno ignote” di Achille Filipponi, stampa fotografica ai sali d’argento, presso Mucho Mas! Artist-run space. 2018.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/ Luca Vianello e Silvia Mangosio
“Senza titolo” di Massimiliano Tommaso Rezza, stampa fotografica ai sali d’argento, 24×18 cm, dettaglio della mostra EPICENTRO (PSALM) presso Mucho Mas! Artist-run space, 2021.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/Luca Vianello e Silvia Mangosio
“Antichrome (painting not painting)” di Achille Filipponi stampa ai sali d’argento 93,5×122,5, dettaglio della mostra collettiva “Brodo” presso Mucho Mas! Artist-run space, 2020.
Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/ Luca Vianello e Silvia Mangosio
Trittico dalla mostra “DEMONS” di Luca Baioni presso Mucho Mas! Artist-run space. 2018. Photo Courtesy Mucho Mas! Artist-run space
© Mucho Mas!/Luca Vianello e Silvia Mangosio

CC: Vi siete mai trovati in sintonia con lo spirito della vostra generazione? 

L.S.: Non sapremmo dire se siamo in sintonia o meno… è molto difficile capire e storicizzare lo “spirito generazionale” finché ci si è immersi. Siamo sicuramente in sintonia con alcune realtà sia italiane che, soprattutto, estere per quel che riguarda la nostra programmazione, i nostri interessi e il modo di gestire lo spazio.

CC: Pensate si potrà parlare, come in passato, di una tendenza prettamente italiana? 

L.S.: Lo speriamo! Sicuramente è quello che noi per primi cerchiamo di fare.

CC: All’interno del sistema dell’arte gli spazi indipendenti svolgono il ruolo fondamentale di trampolino di lancio per l’emergere di nuovi artisti, idee e valori che difficilmente troverebbero respiro negli spazi istituzionalizzati. Da un lato una forte spinta all’innovazione, dall’altro doversi confrontare con un sistema precario e instabile. Come vi ponete all’interno di questo clima? Potete contare su aiuti stabili?

L.S.: Per ora non contiamo su nessun aiuto stabile. Manteniamo lo spazio espositivo attraverso il nostro lavoro di fotografi e con sporadici progetti in collaborazione con altre istituzioni, come la mostra di Giulia Parlato promossa da Camera e la mostra di Caterina Morigi sostenuta dal bando ORA!X di Compagnia di San Paolo. In quanto associazione ci stiamo muovendo in questa direzione, cerchiamo di essere più tranquilli sul fronte economico e di poterci dedicare completamente al lavoro dei nostri artisti e al nostro percorso autoriale.  

CC: Le ragioni che vi hanno spinto ad aprire uno spazio trovano poi riferimento nella scelta degli artisti e nella vostra programmazione curatoriale? Come si pone quest’ultima nei confronti delle tematiche socio culturali care al contemporaneo?

L.S.: Quello che ci ha mosso inizialmente ad aprire Mucho Mas! è sicuramente quello che tuttora ci spinge a scegliere gli artisti con i quali lavoriamo. Un grande amore per l’arte e la convinzione che le proposte culturali di rottura e cambiamento siano quelle che possano davvero dare valore non solo al panorama artistico ma anche al tessuto sociale.

CC: In che modo i vostri progetti continuano nel tempo e si inseriscono in un discorso – sempre che lo facciano – di economia dell’arte?  Quali sono le figure con cui entrate maggiormente in contatto?

L.S.: Cerchiamo di entrare in contatto con altre realtà, anche istituzionali, che possano credere nel nostro progetto e di raggiungere un buon numero di collezionisti. Principalmente ci piace collaborare con progetti e realtà simili al nostro, in modo da poter creare un terreno fertile all’interno del quale i nostri artisti si possano muovere e ricevere ulteriori riconoscimenti. 

CC: In città sempre maggiori si fa sentire la necessità di aprire nuovi spazi di dialogo e ricerca.Che consiglio dareste a chi vorrebbe intraprendere questa strada?

L.S.: Di studiare molto ed essere sempre fedeli a sé stessi.

“Gruppo 5”, dettaglio di “How to Raise a Hand” di Angelo Vignali, tre calchi in cera di opercolo, base in gasbeton, 62,5x10x25 cm + varie, 2022, Courtesy Mucho Mas! Artist-run Space, © Mucho Mas!/Luca Vianello e Silvia Mangosio
Diachronicles Giulia Parlato – Evidence n7 – Courtesy Mucho Mas! Artist-run Space, © Mucho Mas!/Luca Vianello e Silvia Mangosio

CENTRO ITALIA
FIRENZE

Base / Progetti per l’arte

Centro di Cultura Contemporanea
Strozzina – Fondazione Palazzo Strozzi

Galleria Poggiali

La Portineria – progetti arte contemporanea

Museo del Novecento

Palazzina dell’indiano arte (PIA)

LIVORNO

Carico Massimo Associazione Culturale – Magazzini Generali

Via della Cinta Esterna 48/50, 57100 Livorno

PESCARA

A Sud

Corso Vittorio Emanuele II, 10, 65121 Pescara
+39 338.6399508

Senza Bagno

Simone Camerlengo in collaborazione con Eliano Serafini, Matteo Fato, Lorenzo Kamerlengo, Lucia Cantò, Gioele Pomante, Gianluca Ragni e Francesco Alberico

Via Silvio Spaventa 26, 65126

Soyuz Project Space

PERUGIA
PRATO
ROMA

 Basement

Ilaria Marotta e Andrea Baccin
Via Nicola Ricciotti, 4, 00195 Roma
06 9435 8667

Castro Projects

Gaia Di Lorenzo – Artista, Fondatrice e Direttrice Giulia Floris – Responsabile Programma Pubblico e Finanziamenti Serena Schioppa – Responsabile Programma Studio e Comunicazione
Piazza dei Ponziani 8e, 00153, Roma, Italy
+39 334 3213134

Condotto 48

Riccardo Paris, Verdiana Bove, Emanuele Fasciani, Luca Di Terlizzi, Caterina Sammartino, Francesca Romana Cicia
Via Carlantonio Grue 48, Roma

Gagosian

Galleria Mucciaccia Contemporary

Giulia Abate | Founder / Artistic Director Delfina Bergamaschi | Director Maria Vittoria Pinotti | Gallery Manager
Via di Monte Brianzo, 86, 00186, Roma
+39 06.68309404
Limone Space
Michela de Mattei e Diego Miguel Mirabella
Via di Pietralata 159° – Roma
+39 3200414268 +39 3286796370

Nero  Editions

Nomas Fondation

Letteria Grazia Fassari, Raffaella Frascarelli, Elisa Genovesi
Viale Somalia, 33, 00199 Roma RM
06 8639 8381

Numero Cromatico

Dionigi Mattia Gagliardi, Salvatore Gaetano Chiarella, Manuel Focareta, Marco Marini, Giulia Torromino, Luisa Amendola, Marianna Rossi, Sara Cuono, Licia Masi, Federica Marenghi
Via Tiburtina 213 00185 Roma, Lazio

Porto Simpatica

Federico Arani, Simone Bacco, Jerico Cabrera Carandang, Ginevra Collini, Giulia Crivellaro, Vito Gara, Andrea Lo Giudice, Alessandro Matera, Stella Rochetich

Via dei Silvestrini n. 6b, 00149 Roma RM

Spazio in situ

Sveva Angeletti, Alessandra Cecchini, Christophe Constantin, Francesca Cornacchini, Federica di Pietrantonio, Marco De Rosa, Chiara Fantaccione, Roberta Folliero, Andrea Frosolini, Daniele Sciacca, Guendalina Urbani
Via San Biagio Platani 7, Rome, Italy
328 543 9828
Spazio Y / Off1c1na
Paolo Assenza, Nicola Rotiroti, Arianna Bonamore e Germano Serafini
Via dei Juvenci 11 00175 Roma
342 095 4011
SANSEPOLCRO
VITERBO

NORD ITALIA

BERGAMO

LIBRERIA GIACOMO QUARENGHI

LUOGO_E

Chiara Fusar Bassini, Federica Mutti, Luciano Passon
Via Pignolo 116, 24121 Bergamo

+39 035 247293

SPAZIO CONTEMPORANEA

SPAZIO VOLTA

Edoardo De Cobelli

Piazza Mercato delle Scarpe 3 24129 Bergamo, Lombardia

BOLOGNA

Adiacenze

Amerigo Mariotti e Daniela Tozzi
Vicolo Spirito Santo 1, 40123
+39 333 5463796

 Alchemilla 43

Camilla Sanguinetti – Architetto
Fulvio Chimento – Curatore
Claudia Baccarani – Giornalista
Elisa Campagnaro – Graphic Designer
Ragia Kaja A. – Designer
Antonella Malaguti – Editor
Andrea Panzavolta – Facilitatore

Via Santo Stefano, 43, Bologna, 40125
333 2915615 340 470 0468

Casa della Cultura Italo Calvino

Via Roma 29 40012 Calderara di Reno, Emilia-Romagna

342 885 7347

www.facebook.com/casadellaculturaitalocalvino

DAS dispositivi arti sperimentali

Gelateria Sogni Di Ghiaccio

Locale Due

Fabio Farne’, Filippo Tappi Valentina D’Accardi, Gabriele Tosi

Via Azzo Gardino 12c, 40123, BOLOGNA
+39 3312273841

P420

Fondatori: Fabrizio Padovani, Alessandro Pasotti
Direttrice: Chiara Tiberio

Via Azzo Gardino, 9, 40122 Bologna, BO
+39 051 4847957

Raccolta Lercaro

Via Riva di Reno 57, 40122
051 656 6210
claudio.calari@fondazionelercaro.it

TIST situations

Yulia Tikhomirova e Michele Liparesi, Massimiliano Marianni, Uriel Schmid-Tellez
Via Serrabella 1, Rastignano (BO)
BRESCIA

Palazzo Monti

COMO
GENOVA
MILANO

Care Of

Fabbrica del Vapore, via Procaccini, 4, 20154 Milano
+39 02 666 69080

Co_Atto

Stefano Bertolini, Ludovico Da Prato e Marta Orsola Sironi
Stazione Milano Porta Garibaldi 20154 Milano, Lombardia
346 031 2143

Edicola Radetzsky

Viale Gorizia (Darsena) – Milano